Assemblea a Scienze Politche
MOBILITIAMOCI!
Tra il 25 e il 27 Ottobre arriverà alla Camera per la votazione definitiva il DDL Moratti. Un decreto che porta a compimento il processo di smantellamento dell'università pubblica, di precarizzazione della figura del ricercatore, esasperando così le logiche di profitto a scapito della qualità della didattica e dell'indipendenza della ricerca.
La riforma si articola su due punti fondamentali:
1) L'estinzione della figura del ricercatore, sostituito da soggetti assunti con contratti a tempo determinato di diritto privato, ai quali verrà affidata una parte rilevante della didattica, riducendo il tempo per la ricerca e svilendo di conseguenza entrambe.
2) L'ingresso a pieno titolo del settore privato nel mondo dell'università, consentendo a imprese, fondazioni e banche di finanziare interi corsi di laurea e scegliere arbitrariamente, fra liberi professionisti e senza la necessità di un concorso pubblico, anche gli stessi docenti.
Le caratteristiche fondamentali del sapere, l'essere libero, critico e condiviso, vengono così ulteriormente svilite e il sapere stesso viene assoggettato a logiche aziendalistiche e di potere.
Questo DDL è solamente la punta di un iceberg; già la riforma Berlinguer-Zecchino, con l'introduzione della formula del 3+2 e il sistema dei crediti formativi, ha dato il via ad un voluto processo di dequalificazione dell'istruzione universitaria.
La laurea triennale risulta infatti priva di alcun valore formativo e di spendibilità nel mondo del lavoro, mentre la specialistica, unica, vera laurea, presenta un ingresso fortemente limitato. L'inserimento dei numeri chiusi e i continui aumenti delle tasse universitarie approvati dall'amministrazione Calzolari, hanno reso gli organi accademici corresponsabili dello smantellamento dell'università pubblica.
Le riforme dell'Università si inseriscono perfettamente nel quadro più ampio di totale precarizzazione del mercato del lavoro, inaugurata dalla legge Treu e completata dalla legge Biagi.
All'università viene assegnato il ruolo di produrre soggetti dequalificati, da sfruttare nel mercato del lavoro, creando da un lato nuova precarietà e dall'altro inserendoli in un ciclo di formazione permanente che alimenti la mercificazione dei saperi.
Nella realtà bolognese tutto questo è aggravato dalla costante negazione del diritto al sapere: gli affitti esorbitanti, il costo dei trasporti, la mensa privatizzata con prezzi inaccessibili, l'operato della giunta Cofferati, rendono ogni giorno più difficile la condizione dello studente.
Numerosi sono stati l'anno scorso i percorsi di conflitto e di lotta intrapresi dagli studenti fuori e dentro l'università. Il corteo del 12 Ottobre, conclusosi con l'occupazione della facoltà di Lettere e Filosofia e l'assemblea pubblica indetta a Scienze Politiche, continuano questo percorso e si inseriscono nel quadro delle mobilitazioni che si stanno sviluppando in tutta Italia. Hanno già occupato a Roma, Firenze e Padova, e in tutti gli atenei studenti, ricercatori e docenti stanno facendo sentire la propria voce contro l'ennesimo attacco all'università pubblica.
ASSEMBLEA STRAORDINARIA
MARTEDI' 18 OTTOBRE ORE 15.30
FACOLTA' DI SCIENZE POLITICHE
STRADA MAGGIORE 45
Studentesse e Studenti di Scienze Politiche in Mobilitazione

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